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Salute HEALTH - presente

ICF
Modello Sociale della Disabilità
Dal malato alla persona avente diritti

Mentre nel 1980 l’OMS adottava la classificazione ICIDH, M. Oliver iniziava a parlare di “Modello Sociale”

come risposta alle idee che nel Regno Unito stavano prendendo piede in merito alla definizione di disabilità: senza «negare il problema» per il Modello Sociale non sono le limitazioni individuali a generare il «problema» bensì il fallimento della società a provvedere con servizi appropriati ai bisogni e alle necessità delle persone disabili. La disabilità viene intesa quindi come uno stato sociale e non come una condizione medica.

Il Modello Sociale di Oliver si integra perfettamente con la nuova visione di Salute dell’ICF, International Classification of Functioning, Disability and Health (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, redatta dalla 54esima Assemblea Mondiale ddorella Salute nel 2001 e promosso dall’OMS) che definisce:

« disabilità: condizione di salute in un ambiente sfavorevole »

L’ICF non si occupa dell’eziologia ma descrive le funzioni, le abilità e le capacità di una persona, oltre alle sue menomazioni e ai suoi deficit. Per la prima volta nella storia viene adottata una prospettiva di tipo bio-psico-sociale, che accanto alla diagnosi medica considera l’interazione delle caratteristiche dell’ambiente biologico, psicologico e sociale dell’individuo. Il contesto sociale costituisce quindi un elemento fondamentale di valutazione, in quanto influenza in modo diretto il funzionamento della persona.
In seguito a queste nuove definizioni si passa da una visione causale a una visione dinamica e complessa:

In termini di politiche dell'unione europea un recente piano d'azione afferma chiaramente che oggi esiste un modello sociale della disabilità europeo:

“l'Unione Europea vede la disabilità come una costruzione sociale. Il modello sociale della disabilità dell'Unione pone in rilievo le barriere ambientali della società che impediscono la piena partecipazione delle persone con disabilità nella società. Queste barriere devono essere rimosse”
Commissione delle Comunità Europee, 2003, pag. 4