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Salute HEALTH - passato

ICIDH
Modello Individuale
Menomazione
Disabilità
Handicap

ICIDH sta per International Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps (la Classificazione Internazionale delle menomazioni, delle disabilità e degli handicap);

si tratta di un documento redatto dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) nel 1980 e rappresenta il primo grande standard internazionale di riferimento rispetto alla necessità di adottare un linguaggio comune per classificare le malattie non soltanto in base ai requisiti fiso-patologici ma finalmente rispetto agli effetti che hanno sulla vita; questo nell’ottica di un moderna definizione di Salute (in alto nella pagina) che inizia a considerare l’impatto che la patologia ha sullo stato di Salute dell’individuo.

Il grande tema dell’ICIDH è quello della disabilità, intesa come la perdita o la riduzione delle capacità funzionali che incidono negativamente nella realizzazione di compiti e/o comportamenti rispetto a ciò che è normalmente atteso. Ma la domanda è: qual è la normalità? E soprattutto, è possibile adottare un valore unico di normalità se i sistemi di riferimento sono pressochè infiniti e dunque variabili?

Il “valore unico di normalità” ha rappresentato il primo grande limite della classificazione ICIDH.

Alla base della disabilità, secondo l’ICIDH vi è una menomazione, cioè una qualsiasi perdita o anomalia a carico di strutture o funzioni psicologiche, fisiologiche, anatomiche. Definire la menomazione significa quindi accettare che l’individuo abbia delle limitazioni (non sa fare questo, ha perduto quella abilità…); ma è ancora possibile oggi definire le caratteristiche di un individuo in base a quello che non sa fare?

Identificare “ciò che l’individuo non sa fare” è il secondo elemento di criticità della classificazione ICIDH.

Nonostante ciò per l’ICIDH il concetto di salute ruota attorno agli elementi di menomazione e disabilità, riconoscendo che l’individuo è in salute se si riescono a controllare queste due variabili. Quindi in base a questa classificazione un sistema di cura è virtuoso se punta al miglioramento della condizione di disabilità.

Il terzo limite è rappresentato dalla scarsa considerazione verso l’Handicap.

Cioè la condizione di svantaggio vissuta da un soggetto come conseguenza della menomazione e della disabilità, che limita o impedisce la possibilità di ricoprire il ruolo normalmente proprio a quella persona (in base a età, sesso, fattori culturali e sociali…). L’handicap è caratterizzato dalla discrepanza fra l’efficienza (stato del soggetto) e le aspettative di efficienza e di stato sia del soggetto stesso, che dal particolare gruppo di cui fa parte.

Quindi il grosso limite concettuale della vecchia visione di salute stava nel cosiddetto “Modello Individuale della Disabilità”, termine coniato da Mike Oliver nel 1981 che si basa su una concezione della disabilità intesa come «problema» da affrontare a livello individuale, concentrandosi così sui limiti e sulle perdite. Questo è ciò che Oliver definì «il dramma individuale» della persona disabile.