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Patologie Reumatologiche - Artrite Reumatoide

L’Artrite Reumatoide patologia piuttosto diffusa (circa 340.000 persone colpite in Italia con rapporto donne/uomini 4:1) e molto invalidante, ne è esempio più conosciuto.

Inoltre da un punto di vista più squisitamente riabilitativo vanno considerate tutte quelle affezioni dei connettivi del sistema muscolo scheletrico (quindi strutture peri-articolari come tendini, legamenti, entesi e borse sierose) per le quali i pazienti riferiscono spesso un importante dolore come sintomo principale.

Tra queste ultime ricordiamo la fibromialgia, un’entità nosologica ormai ben definita (dal latino fibra= tessuti fibrosi e dal greco myo= muscolo unito ad algos= dolore).

Si presenta come una condizione di iperalgesia cronica e diffusa, aumento della tensione muscolare e rigidità periferica e assiale (colonna vertebrale, le spalle, il cingolo pelvico, braccia, polsi, cosce). Questi punti dolenti tendinei, insieme ad alcuni punti muscolari, individuabili durante la visita medica con la semplice palpazione, sono una caratteristica peculiare della patologia e vengono definiti “tender points”. Riconosciuta dall’OMS solo nel 1990, dopo anni in cui la ricerca l’ha frequentemente confusa con miositi, sindromi miofasciali e fibrositi, compare nell’elenco ICD-10 con la denominazione di “reumatismo non specificato” ad indicare la localizzazione extrarticolare e l’eziologia sconosciuta.

Riabilitazione dell’Artrite Reumatoide (AR) e della Fibromialgia (FM)

Gli scopi globali della riabilitazione nell’AR sono la riduzione del dolore e la prevenzione e il trattamento del danno nelle sedi articolari compromesse, la rieducazione globale dell’apparato locomotore e la prevenzione dei danni secondari a distanza dovuti ad aggiustamenti posturali e gestuali di compenso.

Oggi la Comunità Scientifica (British Society for Rheumatology - BSR e la Società dei British Health Professionals in Rheumatology - BHPR) è d’accordo nel ritenere l’inizio precoce dell’atto riabilitativo come “buona pratica” del management complessivo della AR (early arthritis), allo scopo di migliorare la mobilità articolare, la forza muscolare, lo stato di salute generale e la qualità della vita.

La revisione della Letteratura indica che la riabilitazione in corso di fibromialgia è utile e in particolare l’associazione tra terapie farmacologiche e riabilitative è più efficace del solo trattamento farmacologico nei termini di qualità e di durata dell’effetto stesso. Risulta evidente che la complessità della patologia richiede un approccio multidisciplinare che veda integrate le professionalità del Fisiatra (per il progetto e per il trattamento farmacologico), del Fisioterapista (per il Programma Riabilitativo) ed eventualmente dello Psicologo (per le terapie cognitivo-comportamentali). È questa la conclusione a cui giunge una Review del 2014 sulla gestione del pz con FM la quale ha analizzato una mole di dati in letteratura sull’argomento. In particolare una Revisione del 2007 risulta molto interessante: un training incentrato sulla amplifiazione della performance aerobica del paziente (respirazione, cardio, ergonomia) attraverso approcci dolci è da preferire rispetto a esercizi di rinforzo e/allungamento muscolare che comunque trovano la loro connotazione all’interno del programma nell’ottica di una maggiore economia dei movimenti.